In caso di un evento nucleare, i primi 60 minuti sono determinanti per la sicurezza. Ecco le linee guida fondamentali per proteggere se stessi e i propri familiari.
1. Scegliere il rifugio corretto (Evitare le trappole comuni)
Molti credono che il seminterrato sia sempre il luogo più sicuro, ma non è sempre così. I seminterrati domestici hanno spesso pareti sottili, finestre a livello del suolo e un’unica via d’uscita che potrebbe essere bloccata dai detriti.
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Cosa fare: Cerca la stanza più interna di un edificio, possibilmente in un piano intermedio. Bagni, ampi armadi o corridoi centrali sono ideali perché offrono una barriera di massa (pareti e soffitti) in ogni direzione. Più muri ci sono tra te e l’esterno, minore sarà l’esposizione alle radiazioni.
2. Proteggersi dalle finestre (Il pericolo dei detriti)
Il rischio immediato dopo un’esplosione non è la radiazione, ma l’onda d’urto. Il lampo di luce iniziale precede l’urto di diversi secondi: se vedi un bagliore improvviso, non guardare verso la luce e allontanati subito dalle finestre.
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Cosa fare: Le finestre possono esplodere verso l’interno trasformandosi in schegge pericolose. Se non riesci a raggiungere una stanza interna, sdraiati a terra sotto il livello del davanzale, dietro un mobile massiccio o un muro portante. Rimani a terra per almeno due minuti dopo il primo urto.
3. Gestione delle comunicazioni e dei dispositivi
In un’emergenza di questa portata, le reti cellulari smetteranno di funzionare quasi subito per il sovraccarico. Passare minuti preziosi cercando di chiamare o consultare i social media può distrarti dalle azioni necessarie per metterti in salvo.
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Cosa fare: Spegni il telefono per preservare la batteria: ti servirà in seguito. Per ricevere aggiornamenti, utilizza una radio a batteria sintonizzata sui canali di emergenza locali. Non tentare di coordinare spostamenti a distanza; concentrati sulla sicurezza di chi è fisicamente con te.
4. La finestra temporale del fallout (15-45 minuti)
Le particelle radioattive (fallout) non cadono al suolo istantaneamente; impiegano dai 15 ai 45 minuti per depositarsi a seconda del vento. Molte persone escono proprio in questo intervallo pensando che il pericolo sia passato, esponendosi a dosi letali.
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Cosa fare: Entro 15 minuti dall’evento, devi essere al chiuso. Sigilla le fessure di porte e finestre e le prese d’aria con nastro adesivo o panni bagnati per impedire alla polvere radioattiva di entrare. Questo semplice gesto può ridurre l’esposizione interna del 90%.
5. Priorità alle scorte d’acqua
L’acqua è la risorsa più critica. Le infrastrutture potrebbero subire danni o venire chiuse dalle autorità per prevenire contaminazioni nel giro di pochi minuti.
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Cosa fare: Appena raggiunto il rifugio, riempi immediatamente ogni contenitore disponibile (vasca da bagno, lavandini, bottiglie). Fallo subito, prima che la pressione cali. L’acqua raccolta servirà per bere, per l’igiene personale e per lavare via eventuali particelle radioattive dalla pelle. Il cibo è importante, ma può aspettare le fasi successive.
6. Quando è necessario evacuare il rifugio
Esistono situazioni specifiche in cui restare all’interno è più pericoloso che uscire, come incendi, fughe di gas o danni strutturali gravi all’edificio.
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Cosa fare: Se devi evacuare, copri naso e bocca con diversi strati di tessuto (preferibilmente umido) per non inalare la polvere. Indossa abiti che coprano tutta la pelle, guanti e cappello. Muoviti velocemente verso il prossimo edificio sicuro senza correre (per non sollevare polvere).
Una volta entrato nel nuovo rifugio, togli immediatamente lo strato esterno dei vestiti e lascialo vicino all’ingresso per non contaminare l’area protetta.